
Parlavano in codice e lavoravano con precisione, ma non abbastanza da sfuggire ai carabinieri. Specializzati nel riciclaggio di auto di lusso rubate, tre uomini di Napoli e provincia sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di riciclaggio, ricettazione, falsificazione e – per uno di loro – detenzione illegale di arma clandestina.
A.S.M, 48 anni, attualmente detenuto nel carcere di Poggioreale, ha ricevuto la notifica del provvedimento direttamente in cella. V.D.C, 57 anni, e C.R., 53, sono stati invece prelevati all’alba nelle loro abitazioni.
Il sistema di riciclaggio: dalle targhe ai telai
L’organizzazione operava con metodi sofisticati: smontava auto rubate, ne falsificava documenti e codici, punzonava nuovi numeri di telaio e le reimmetteva sul mercato con nuove targhe e carte di circolazione contraffatte. Le indagini sono partite dall’arresto in flagranza di Montella, trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa, jammer per disturbare i segnali GPS, stampanti per documenti falsi e attrezzature per la modifica delle auto.
Decisiva l’analisi dei filmati di videosorveglianza di un parcheggio a Cercola, usato come officina clandestina per lo smontaggio e la reimmatricolazione dei veicoli. Un’attività ben organizzata, ma che non ha retto al lavoro investigativo dei carabinieri di Cercola, coordinati dalla Procura di Nola.